Il Pellet e' una scoperta relativamente recente ed e' nato con il fine di migliorare le caratteristiche dei materiali che, a causa della loro granulometria, risultano difficilmente fruibili, movimentabili e somministrabili. Quasi tutti conoscono il pellet di legno (segatura) utilizzato a fini energetici, qualcuno conosce anche i mangimi pellettati, ma pochi sanno che si possono "cubettare" ("pellet" e "cubetto" sono sinonimi) tantissimi materiali, dalle plastiche ai rifiuti solidi urbani, ai terricci/composti/ammendanti/fertilizzanti, agli scarti dell'industria agro-alimentare e del tabacco, fino alle polveri o scaglie di metallo (bronzo, ottone, alluminio, etc).Se da un punto di vista generale il processo risulta abbastanza semplice (pressatura del materiale attraverso una matrice ottenendone dei cilindretti per estrusione) nella pratica sono moltissime le varianti da adottare per ottenere del pellet di qualita'! Entrano in gioco le caratteristiche chimico-fisiche del materiale utilizzato, le quantita', la pezzatura, il tenore di umidita', etc . Di seguito alcune delle operazioni effettuate in impianti di cubettatura, soprattutto di grandi dimensioni (ovviamente alcuni dei trattamenti elencati vengono adottati solo per materiali particolari). Inoltre ogni passaggio richiede macchine specifiche, sistemi di trasferimento (nastri/coclee/elevatori a tazze/piani mobili) nonche' sistemi di immagazzinaggio (tank/silo) opportunamente integrati e coordinati: cippatura/macinazione/trinciaturacarico (mediante scivolo, nastro, pala meccanica, estrazione da silo, etc)vagliatura e/o separazione e deferrizzazione
essicazioneraffinamentocondizionamento (mangimi e paglie) mediante:aggiunta di legantiaggiunta di disgregantitrattamento a vapore
miscelazione/omogeneizzazionecubettatura. E' necessario prestare particolare attenzione alla scelta delle matrici in termini di:diametro trafile e rulli pressoridiametro e forma della foraturasvasatura foricontroforaturalunghezza del canale di compressioneetc
trattamento pelletvagliatura e separazione polveriraffreddamento confezionamento in sacchetti da 10/15 kg oppure in "sacconi" (big-bag da 5-10 q.li)
La produzione di pellet viene effettuata principalmente in grandi impianti industriali che lavorano quantita' importanti di materia prima! Si tratta di aziende che dispongono di mezzi economici e facilities per l'approvvigionamento/stoccaggio nonche' di una struttura per la distribuzione del prodotto finito.Recentemente,alcune piccole aziende hanno affiancato una lavorazione secondaria che utilizza scarti di lavorazione del processo principale, soprattutto per il pellet utilizzato a fini energetici. Abbiamo esempi di falegnamerie (disponibilita' di segatura e/o truciolo di legno gia' essicato), di aziende agricole (scarti di potatura di vigneti, frutteti ed oliveti essicati in modo naturale), dell'industria del tabacco (polveri, frasami e costole), etc che realizzano la cubettatura mediante la sola pressa (eventualmente corredata da sistema di raffinazione). Il pellet cosi' prodotto viene venduto localmente con buoni margini di profitto (e altrettanto conveniente per i clienti) oppure autoconsumato, conseguendo un notevole risparmio energetico rispetto alle fonti tradizionali (oltre alla riduzione dei volumi della materia prima fino a 15/20 volte).Da notare che le aziende agricole che gia' producono pellet con i propri scarti, possono trasformare anche il letame, la pollina ed altri composti: sono fertilizzanti e ammendanti molto richiesti, soprattutto per l'agricoltura biologica. Data la loro granulometria sono spandibili in modo semplice sfruttando gli usuali spandiconcime. Inoltre, essendo disidratati, emanano odori in modo decisamente piu' modesto rispetto alla tradizionale forma umida.
|